"Scopri l'invisibile attraverso ciò che vedi."

Hryhorii Skovoroda

Il Progetto

Cosa c’è di peggio di un nemico? Un nemico invisibile.

Ed è con questo che ci siamo confrontati in questi ultimi mesi di paure, incertezze, fragilità. Il digitale ci ha guidato come una nuova forma di spiritualismo, e allo stesso tempo ci ha soffocato facendo coincidere lavoro e tempo libero, affetti e doveri, piaceri e dolori.

Aspettando che qualcosa ci venisse a salvare,abbiamo osservato il mondo con nuovi occhi. Gli schermi sono gli occhi del moderno, perfetti per offrirci una nuova visione. Attraverso di loro possiamo imparare a guardare il virus ri-educandoci ad una forma nuova, positiva.

Con questo approccio abbiamo guardato in faccia il virus. Lo abbiamo osservato, visto camminare ed insinuarsi. Lo abbiamo conosciuto quel tanto che basta da poterlo interpretare. E rendere qualcosa di familiare, accessibile - difficile anche a pronunciarsi - bello. Perchè i mostri sono ancora più mostri se ne abbiamo paura. Allora conosciamoli, dando ascolto alla nostra curiosità scientifica e culturale.

Se il virus siamo noi, confondiamo il timore. Se il virus siamo noi, il virus è umano. Se il virus siamo noi, possiamo confrontarci, e, perchè no, anche prenderci in giro.

Pande-me

Nasce dall’esigenza di affrontare un soggetto tipicamente “scientifico” come quello della pandemia da virus Sars-Cov 2 in una chiave diversa dal notiziario, dalla divulgazione, dal dibattito televisivo. Il cuore del progetto è il concetto di tempo, o meglio, dei “tempi” della pandemia.

Chi siamo

Pensiamo che l’arte possa costituire una valida chiave di interpretazione alle domande e ai dubbi che in questi ultimi mesi hanno interrogato prettamente l’ambito scientifico, perchè crediamo che arte e scienza abbiano in comune lo stimolo della ricerca, la propensione a sollevare domande, l’accompagnare il processo cognitivo seguendo un percorso fatto di rivelazioni, scoperte, e, perché no, fallimenti.

Come accade nel mondo reale, ci sono storie con diversi inizi e diverse fini, ma tutte - proprio come accade nella danza - hanno in comune alcuni elementi: la fluidità del movimento, l’evoluzione, il contatto, l’estetica del pathos.

Allo stesso modo, sia nell’arte che nella scienza vengono chiamati in causa i sensi, primo tra tutti la vista.

Il potere della vista sta nel conferire protagonismo alla trasformazione da visibile a invisibile, nell’offrire un’immagine che accompagni l’essere umano nel processo cognitivo di visualizzazione e scoperta, nel dare forma ad un’emozione.

Donatella, Fabio, Marco e Maya si sono incontrati - ognuno con le proprie differenze professionali, geografiche, emotive - per creare un’opera visiva collettiva in movimento che possa tradurre in forma estetica l’evoluzione del virus e la sua interazione con il corpo umano, ma soprattutto per lanciare un messaggio costruttivo fondato sul sentire comune, sull’esigenza del bello, sulla fiducia nella trasformazione delle persone, sulla crescita e l’apprendimento anche nei momenti di maggiore sofferenza. Ognuno dei quattro crede nel potere della cura, declinata sui tre assi della scienza, della danza e dell'immagine.

Tra le molteplici domande e le più esigue risposte, la danza e la divulgazione come terapia possono offrire un'esperienza esplorativa sui diversi momenti dell'interazione tra corpo e virus, e tra individui e società. Pande-me è una nuova chiave visiva per rileggere questa lunga e intensa corruzione della vita quotidiana, un'irruzione irreversibile nell'intimo umano che ha cambiato tutto e che ha reso i nostri equilibri ancora più precari. Ma riprodurre significa manipolare e ri-creare, interpretare significa dare un nuovo significato e questo è un messaggio di speranza.

Maya Vetri

Laureata in DAMS, specializzata presso la SVA di New York in comunicazione visiva, e ideatrice insieme all’“Associazione ex Allievi del centro Sperimentale” di “CinemUp - il cinema Su”, un festival di cinema sociale negli spazi condominiali di Roma, ed insieme all'associazione “Blue Desk” della rassegna su Ettore Scola “Un'arena particolare” tenutasi nel 2016 presso il cortile dei Palazzi Federici di Roma. Da oltre 18 anni è organizzatrice del festival “Festa dell'Altra Estate” (http://casettarossa.org/festa-dellaltra-estate/),nel parco pubblico Cavallo Pazzo alla Garbatella, diventata uno degli eventi di riferimento estivi a Roma.

Fabio Sterpone

Fabio Sterpone e' direttore di ricerca in biofisica al CNRS francese dove studia il comportamento di sistemi e processi biologici utilizzando e sviluppando metodi di simulazione al computer.

Donatella Patino

Coreografa, Danzatrice. Formatrice. Fin dall'inizio affianca l'attività di interprete con quella di autrice creando coreografie e performance con i più importanti musicisti della scena contemporanea e jazz italiani. Lavora inoltre con Renato Mambor, Achille Pace e infine Giustina Prestento con la quale crea un vero e proprio sodalizio artistico sul quale è stato creato un docufilm da Rai international e fatte varie pubblicazioni.Le sue coreografie sono state presentate nei più prestigiosi ambiti teatrali e musicali (Parco della Musica, Teatro Petrella , Discoteca di Stato, Palazzo Mediceo di Seravezza,Teatro Olimpico, Teatro Vascello, Teatro Salauno) il suo lavoro è presente nella piattaforma della Danza di RomaEuropa Festival. Privilegia da sempre nella sua creazione la relazione danza/ musica avvalendosi nei suoi spettacoli della musica dal vivo . Gli ultimi lavori con Gabriele Coen, Nicola Alesini e Marco Testoni.

Insegna composizione e ricerca del movimento nei programmi di formazione per danzatori del Mibact, cura inoltre laboratori di movimento somatico e di danza di comunità, utilizzando il suo metodo “Benessere e Movimento “ per divulgare il linguaggio della danza in ambito pedagogico e sociale.

Marco Testoni

Compositore, percussionista, music supervisor, didatta. Si è formato musicalmente in percussioni sotto la guida di Antonio Striano presso il Conservatorio A. Casella di L'Aquila. La sua attività compositiva si è presto orientata verso la musica applicata per cinema, teatro e arti digitali. Music supervisor attivo nel settore della musica per serie tv e cinema con una filmografia di circa 60 titoli. Nel 2014 ha vinto il Premio Colonne Sonore per il film BlackOut. Nel 2015 è stato premiato come Compositore dell’anno al Premio Roma Videoclip. E’ fondatore dell’ensemble Pollock Project con 4 dischi all’attivo e un’intensa attività concertistica nell’ambito della multimedialità. Nel 2017 le sue performance multimediali e musicali sono state presentate al Louvre di Parigi e al Macro di Roma. Nel 2018 ha realizzato MAJE con gli artisti visuali del New Era Museum, un allestimento di proiezioni immersive e musica elettronica. Nel 2019 ha presentato la sua VR19 Freedom al Festival VRExperience di Roma, un'opera multimediale di musica applicata alla realtà virtuale. Come didatta ha diretto nel 2014 il primo corso in Italia di Music Supervisor per la Regione Lazio e ha tenuto numerosi workshop presso: Università IULM di Milano, University School of Music di Cardiff, Accademia Griffith di Cinema e Tv di Roma, SAE Institute di Milano, ecc... Per Audino Editore ha pubblicato i libri: Musica e visual media (2016) e Musica e multimedia (2019).